Nove anni fa la strage di migranti nel Mediterraneo. I sindacati: “Rimettere al centro solidarietà e accoglienza”

4' di lettura 03/10/2022 - ROMA - “Ricordiamo oggi una delle tragedie che ha segnato per sempre le nostre coscienze: il 3 ottobre del 2013 morirono infatti nel Mediterraneo 368 persone, uomini, donne, bambini, partiti con la speranza di una vita migliore.

Una data che è diventata, per non dimenticare, la Giornata nazionale in memoria delle vittime della immigrazione”. Lo affermano, in una nota, Cgil, Cisl, Uil. CGIL, CISL E UIL.

SERVE UNA VERA POLITICA UE
“Quella tragedia - sottolineano i sindacati - continua a perpetrarsi ogni giorno ed un numero incalcolabile di persone perde la vita cercando di oltrepassare i mari ed i confini, affrontando viaggi pericolosi per sfuggire a guerre, sofferenze e miseria. Non basta ricordare - proseguono le tre Confederazioni - serve cambiare le politiche adottate in questi anni dai singoli Stati europei, costruendo una vera e condivisa regia europea, mettendo al centro i valori della solidarietà e dell'accoglienza”.

CORRIDOI UMANITARI, QUOTE E DIRITTI
Per Cgil, Cisl, Uil “tutto ciò può avvenire aumentando i corridoi umanitari e le quote di reinsediamento e garantendo inoltre: il diritto d'asilo per ragioni umanitarie; il salvataggio ed il soccorso in mare; i permessi per motivi di studio e di lavoro alle persone in fuga da guerre e persecuzioni; la facilitazione dei ricongiungimenti familiari; la promozione di sistemi di sponsorizzazione per l’ingresso in Europa dei migranti. Va rivisto l'accordo di Dublino, disdicendo gli accordi con i paesi terzi che non garantiscono i diritti umani”. Secondo i sindacati, "questa è la strada che va intrapresa per sconfiggere la colpevole indifferenza che accompagna queste tragedie e costruire un futuro di dignità e rispetto dei diritti umani”.

FICO: “LAMPEDUSA ACCOGLIENTE, MA L'EUROPA FACCIA DI PIÙ”
“Oggi ricordiamo qui chi è morto in mare e ricordiamo quanto la comunità di Lampedusa sia una comunità accogliente e importante per il nostro Paese. L’Europa deve fare di più sul fronte dei flussi migratori, bisogna superare il concetto di Paese di primo approdo e far sì che ci sia una regolamentazione dei flussi da parte di tutta Europa con corridoi umanitari e una diversa legislazione al riguardo a livello europeo ed italiano. Con il superamento definitivo della legge Bossi-Fini.". Lo dice il presidente della Camera, Roberto Fico, in una dichiarazione a margine a Piazza Castello, a Lampedusa, nella Giornata della Memoria e dell'Accoglienza. "Deve vincere un’Europa comunità, non un’Europa sul modello Orban, altrimenti i problemi aumentano - sottolinea Fico - I flussi migratori non sono una emergenza, fanno parte della nostra vita e della società in maniera strutturale. Esistevano prima, esistono adesso ed esisteranno dopo. Dunque vanno gestiti perché sono anche una grande opportunità", conclude la terza carica dello Stato.

FONDAZIONE MIGRANTES: “3 OTTOBRE DIVENTI GIORNATA EUROPEA”
"Il 3 ottobre 2013 nel Mediterraneo, a poche decine di metri dall’Isola di Lampedusa, morivano 368 persone. Erano donne, uomini, bambini che scappavano dalla Siria, dalla Somalia ed Eritrea e da altri Paesi, in fuga dalla fame e dalla guerra. Nostri fratelli e sorelle". Lo ricorda una nota della Fondazione Migrantes che si dice "favorevole" a che "questa giornata diventi da nazionale a giornata europea". "Da allora altri 24mila uomini e donne hanno trovato la morte in fondo al Mediterraneo. 'Un cimitero', ha ricordato più volte papa Francesco, che ricorda la nostra incapacità di dare risposte di accoglienza, di giustizia e di pace a tanti nostri fratelli e sorelle".

Il 3 ottobre "è una giornata di preghiera e di riflessione in tutta Italia”, afferma il direttore generale della Fondazione, Mons. Pierpaolo Felicolo. "È una giornata - sottolinea - in cui risentiamo le parole rivolte a Caino come un monito per tutti noi: ‘Dov’è tuo fratello?’”. Il 3 ottobre “è una giornata in cui si rinnova l’appello all’Europa per un piano condiviso di salvataggio in mare di persone in fuga e che hanno diritto a una protezione internazionale. Ogni morto in mare è un atto di ingiustizia e di inciviltà - continua il direttore generale della Fondazione Migrantes -. Non si possono lasciare sole le Capitanerie di porto e le navi delle Ong nell’azione di salvare in mare chi fugge. Non bastano piani per fermare. Occorrono piani per salvare. La democrazia in Europa è macchiata da ogni ritardo nel presidiare il salvataggio delle persone nel Mediterraneo. Ed ancora: è macchiata da ogni abbandono di azioni diplomatiche di pace e da ogni impegno mancato di cooperazione allo sviluppo”.






Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 04-10-2022 alle 08:42 sul giornale del 04 ottobre 2022 - 4 letture

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